25 Maggio 2016

Determinazione della detrazione delle spese di istruzione universitaria

di Sandro Cerato Scarica in PDF

Le spese sostenute per l’istruzione universitaria, dal contribuente nell’interesse proprio o dei familiari fiscalmente a carico, sono detraibili nella misura del 19 per cento, ai sensi dell’articolo 15, primo comma lett. e), del Tuir.

Tali spese devono essere indicate all’interno di Unico 2016 ai righi da “RP8” a “RP14”, denominati “Altre spese per le quali spetta la detrazione”, con il codice “13”.

In particolare con questo codice devono essere inserite le spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.

Per quanto attiene alle spese sostenute per la frequenza di università non statali, l’importo non deve essere superiore a quello stabilito annualmente per ciascuna facoltà universitaria, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi alle università statali.

Con il decreto MIUR 29 aprile 2016, n. 288, sono stati fissati gli importi limite di spesa, individuati per ciascuna area disciplinare di afferenza e Regione in cui ha sede il corso di studio.

In particolare, i corsi di istruzione sono stati raggruppati in quattro aree disciplinari:

  • medica;
  • sanitaria;
  • scientifico-tecnologico;
  • umanistico-sociale.

Successivamente per ogni area disciplinare sono stati previsti limiti di spesa suddivisi per zone geografiche di riferimento delle Regioni:

  • nord (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta e Veneto) ;
  • centro (Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria);
  • sud e Isole (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Il decreto, poi, indica gli importi limite di spesa detraibili in Unico 2016 come di seguito riportato:

indirizzo medico:

  • 3.700 euro per il nord;
  • 2.900 euro per il centro;
  • 1.800 euro per il sud e le isole.

indirizzo sanitario:

  • 2.600 euro per il nord;
  • 2.200 euro per il centro;
  • 1.600 euro per il sud e le isole.

indirizzo scientifico-tecnologico:

  • 3.500 euro per il nord;
  • 2.400 euro per il centro;
  • 1.600 euro per il sud e le isole.

indirizzo umanistico-sociale:

  • 2.800 euro per il nord;
  • 2.300 euro per il centro;
  • 1.500 euro per il sud e le isole.

Inoltre, le spese d’istruzione universitarie private detraibili per gli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello sono state previste nel limite di:

  • 3.700 euro per il nord;
  • 2.900 euro per il centro;
  • 1.800 euro per il sud e le isole.

Peraltro, ai fini della detrazione d’imposta, agli importi fissati dal decreto va aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio.

Si ricorda che le spese universitarie ammesse alla detrazione sono le seguenti:

  • tassa di immatricolazione e di iscrizione;
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • contributo alla prova di selezione (ove presente);
  • tassa di frequenza;
  • canoni di locazione per unità immobiliari situate nello stesso Comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi (solo se l’università si trova almeno a 100 chilometri dal Comune di residenza dello studente).

Non sono detraibili, invece le spese sostenute per l’acquisto dei libri e testi universitari.