14 Settembre 2022

Dal Patent Box alla nuova superdeduzione 110%: impatti operativi per le aziende – seconda parte

di Gian Luca Nieddu Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

Come esposto nel precedente contributo, la nuova superdeduzione 110% manda dunque definitivamente in soffitta il vecchio regime Patent Box non rendendolo più opzionabile con riferimento agli IP agevolabili (sulla base della previgente normativa) a decorrere dal periodo di imposta in corso al 22.10.2021.

Concentrandoci – per esigenze di semplicità espositiva – sui soggetti solari, giova ricordare che questi potranno beneficiare del vecchio regime Patent Box attivato nei precedenti periodi di imposta (i.e., fino al 2020), avendo infatti la possibilità di portarlo a naturale scadenza. Dopodiché, anch’essi non potranno che beneficiare del nuovo regime opzionale di superdeduzione del 110% dei costi di ricerca e sviluppo.

A tal proposito, è importate sottolineare una volta ancora come i costi di R&S agevolabili saranno solo quelli relativi alle ridotte categorie di IP tutelabili: in particolare, pesando alla vasta platea di piccole e medie imprese poco inclini alla registrazione di formule e brevetti, diviene cruciale l’esclusione del know-how dal novero degli IP agevolabili.

In relazione a ciò, deve poi aggiungersi che la nuova disciplina prevede che non siano agevolabili quei costi di R&S che negli anni precedenti sono stati considerati ai fini del calcolo del vecchio Patent Box.

Così, senza la possibilità del recapture ottennale consentito dalla nuova normativa, saranno in pratica agevolabili solo quei costi sostenuti a partire dal periodo d’imposta in cui l’immobilizzazione immateriale ottiene un titolo di privativa industriale.

Ad esempio, si consideri una società che entro il 31 dicembre 2020 abbia presentato istanza di ruling al competente ufficio della Agenzia delle Entrate secondo la previgente disciplina Patent Box allo scopo di definire in contraddittorio la metodologia di calcolo del reddito agevolabile ai fini Ires e Irap generato dal proprio know-how.

L’accordo preventivo che verrà sottoscritto con l’Ufficio troverà applicazione ai periodi di imposta dal 2020 al 2024 e – successivamente – a partire dal 2025, a tale società non resterà che la possibilità di optare per la nuova superdeduzione 110%, previa registrazione – ad esempio sottoforma di brevetti – delle conoscenze che in precedenza erano state identificate quale know-how.

Ecco dunque che soltanto i costi di R&S sostenuti da quel momento in poi con specifico riferimento al suddetto IP (la cui creazione è iniziata negli anni passati e che adesso ottiene un titolo di privativa industriale) potranno beneficiare della superdeduzione 110%, ma senza la possibilità del recapture ottennale, con ciò dunque vedendo in pratica notevolmente ridotta la portata della agevolazione rispetto al previgente regime.

Infatti, quando negli anni successivi alla creazione di un IP vengono svolte attività di R&S più connesse magari al suo mantenimento ed accrescimento (piuttosto che ad una sua radicale trasformazione), può accadere che il profitto generato dallo sfruttamento di tale bene immateriale sia in proporzione molto maggiore rispetto ai costi di R&S sostenuti.

Ora, questa dinamica – che veniva sicuramente premiata dal vecchio Patent Box (il quale aveva comunque nel carry forward delle perdite dell’IP agevolabile il suo meccanismo di “bilanciamento”) – viene invece penalizzata alla luce della impostazione del meccanismo di funzionamento della nuova superdeduzione 110%.

Pertanto, ne consegue che – nonostante tali società si trovino ancora ad operare sotto la previgente disciplina Patent Box e solo fra qualche anno potranno avere accesso alla superdeduzione 110% – si rende già oggi indispensabile effettuare una attenta analisi del processo di sviluppo dei beni immateriali all’interno dell’azienda, andando ad identificare

  • quelli concepiti in passato di cui continueranno le attività di R&S,
  • la stima dei connessi costi di R&S e dei presumibili margini di profitto futuri,
  • nonché quelli di nuova concezione sui quali si baserà lo sviluppo nel prossimo futuro del business aziendale.

Tale analisi richiede un approccio da vero e proprio piano industriale: infatti, non si tratta solo di approfondire aspetti economici e finanziari, bensì anche legali connessi alla tutela ed allo sfruttamento degli IP già sviluppati e di quelli che saranno creati, nonché di mercato correlati al lancio di nuovi prodotti.

Concludendo, a ben vedere, si tratta di avviare una riflessione strategica che beneficerà del contributo del top management (in quale direzione vogliamo andare?), della funzione R&S (quali conoscenze ci caratterizzano e come possiamo ulteriormente evolvere?), della funzione produzione (quali saranno i nuovi processi di ingegnerizzazione?), della funzione amministrazione-finanza-controllo (necessità di business plan dedicati e individuazione delle risorse), della funzione affari legali (strumenti di tutela degli IP) e di tutti gli altri reparti aziendali che più o meno direttamente saranno chiamati a dare il loro contributo al cammino di crescita della società.