15 Aprile 2021

Come sviluppare la leadership al femminile

di Luisa Capitanio – Imprenditrice, consulente di strategia e organizzazione per PMI Scarica in PDF

Tra le soft skills più ricercate dalle organizzazioni, troviamo la leadership. Stiamo parlando di una competenza che, se ben gestita, aiuta i team a raggiungere gli obiettivi facendoli sentire squadra e parte di un progetto.

La leadership è infatti la capacità di coinvolgere, guidare, motivare le persone. Attenzione, però: il leader non è un capo e non è detto che un capo sia un leader.

Si è fatto strada negli ultimi anni il concetto di leadership al femminile, un modo davvero innovativo di coinvolgere le persone così da lavorare insieme a loro per perseguire il raggiungimento di uno scopo condiviso.

In questo articolo vediamo che cosa ha di speciale la leadership al femminile e come mai è diventato un tema caldo che coinvolge tutti i contesti, lavorativi e non solo.

Si tratta di una qualità innata oppure si può coltivarla? E se sì, in quale modo?

La leadership al femminile è una leadership di qualità, che sa dare spazio alle persone, le aiuta a crescere professionalmente e personalmente, favorisce le relazioni positive e punta al miglioramento del clima lavorativo. Inoltre, approccia in modo positivo e propositivo le difficoltà, che diventano sfide virtuose. In questo suo atteggiamento resiliente, chi è dotato di leadership al femminile conosce la potenza della delega: coinvolge perciò i membri del suo team e li accompagna facendoli diventare a loro volta dei leader.

La leadership al femminile è davvero distintiva quando si tratta di prendere decisioni. Qui, la modalità gerarchica lascia spazio alla “holocracy” di Brian Robertson: uno stile di leadership comunitario, caratterizzato da processi decisionali democratici e partecipati.

Altro elemento distintivo, la cultura dell’errore. Sbagliare è umano, riconoscerlo è una forma evoluta di leadership. La leadership al femminile trova nell’errore lo spunto per il miglioramento, per il superamento dei limiti precedenti, per il confronto aperto con la sicurezza psicologica dell’assenza del giudizio.

Infine, lo spirito di servizio: la leadership al femminile non mira al riconoscimento, alla visibilità. Chi è dotato di questa qualità ha un solo desiderio: quello di perseguire lo scopo dell’organizzazione, nel rispetto dei Valori. È importante il progetto che si intende realizzare insieme al team: questa è davvero l’unica cosa che conta.

Gli ambiti nei quali lavorare per sviluppare la leadership al femminile? Proviamo ad elencarne alcuni:

  • accrescere la consapevolezza di sé, andando onestamente in profondità per scoprire (o ri-scoprire) le proprie qualità e i propri talenti, ma anche per riconoscere le proprie debolezze.
  • accogliere i propri limiti e averne compassione. Perdonare prima di tutto sé stessi, aiuta a mettere le basi per perdonare gli altri.
  • aprirsi al confronto: desiderare di crescere, di allargare i confini della propria conoscenza, fare domande a chi ne sa di più.
  • riconoscere le proprie emozioni e orientarle. Agire, anziché reagire.
  • essere benevoli, tolleranti, disposti ad ascoltare. Avvicinarsi all’altro e lasciarsi avvicinare.

Aggiungo, avere fiducia negli altri per meritare fiducia. Allenando i muscoli dell’onestà, della coerenza, della trasparenza si diventa esempio e si creano i presupposti per l’affidabilità della propria leadership.

LeROSA Luisa Capitanio