ACCERTAMENTO E CONTENZIOSO

Ravvedimenti “insufficienti” senza pace

  Con l’emanazione della circolare n. 27/E dello scorso 2 agosto speravamo che il problema dell’efficacia dei ravvedimenti in presenza di versamenti carenti fosse definitivamente superato. Il problema è ben conosciuto (e decisamente “angosciante”) per quei Colleghi che hanno sperimentato almeno una volta nella loro esperienza professionale la contestazione circa la validità del ravvedimento operoso…

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Redditometro per i non residenti in attesa di conferme

Mentre si aspettano le prime lettere da parte del Fisco (al vaglio del Garante della Privacy) relative alla richiesta di chiarimenti sulle annualità dal 2009 in poi, oggetto del “nuovo” redditometro, un’interessante questione da approfondire (anche in relazione alle annualità fino al 2008 per le quali valgono le “vecchie” regole) è l’applicabilità del redditometro nei…

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Troppo strumentali per essere presi

Il Decreto del Fare ha significativamente inciso l’art. 62 del DPR 602/1973. Nella sua precedente formulazione, la norma disponeva: al comma 1 che i beni mobili di cui all’art. 514 comma 1 n. 4) Cpc (gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore) possono essere…

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Congrua motivazione anche nel caso di nuovo classamento

  Il tema della adeguata motivazione degli atti amministrativi è sempre di grande attualità. Accade spesso che gli avvisi di accertamento, di liquidazione o le cartelle di pagamento, contengano formule stereotipate che non assolvono alla funzione di illustrare in modo puntuale l’iter logico argomentativo alla base della richiesta di pagamento erariale. E’ pacifico che un…

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Il cavallo giustifica l’accertamento sintetico

Mentre il “nuovo” accertamento sintetico è ancora ai box, stoppato dai problemi (che sembrano risolti) di privacy, continuano le pronunce di diverse Commissioni Tributarie sul fronte del “vecchio” redditometro. Negli ultimi tempi (si veda il precedente “C’è un nuovo trend in Commissione per il redditometro” in Euroconference NEWS del 23 settembre) indubbiamente la maggior parte…

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Il concorso dell’extraneus nei reati fallimentari

Il consulente di una società fallita, che riveste anche il ruolo di componente del consiglio di amministrazione di società partecipata che ha beneficiato, poco prima della dichiarazione di fallimento, di un consistente aumento di capitale, risponde del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. E’ quanto statuito in tema di reati fallimentari dalla sezione V della…

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L’avviso si anticipa solo per timore di decadenza

Il comma 7 dell’articolo 12 dello Statuto del contribuente prevede che, una volta rilasciato alla parte il PVC di fine verifica, l’avviso di accertamento non possa essere emanato prima che siano decorsi 60 giorni, salvo non ricorrano ipotesi di particolare e motivata urgenza, al fine di consentire al contribuente di presentare eventuali memorie difensive. La…

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Contributo unificato “multiplo” richiesto anche su appello tributario a fronte di unica sentenza C.T.P.

Il contributo unificato di iscrizione a ruolo è dovuto, per ciascun grado di giudizio, nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario (“contributo unificato tributario” – C.U.T.). Uno dei problemi che spesso emerge per la quantificazione del contributo unificato tributario nel processo di primo grado riguarda la fattispecie in cui il contribuente, mediante…

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Diniego liti fiscali pendenti legittimo nel caso di cartelle di pagamento che “assolvono a funzione impositiva”

Alla cartella di pagamento va negata natura di atto impositivo autonomo, direttamente impugnabile come tale, allorchè essa faccia seguito ad un avviso di accertamento, ma non anche nei casi in cui essa costituisca l’unico atto che consente al contribuente di mettere in discussione la debenza del tributo: in tali casi, infatti, l’atto deve essere qualificato,…

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Fatture false: secondo la Cassazione risponde anche il commercialista

Con la recentissima sentenza n. 39873 del 26/09/2013, la Sezione III della Corte di Cassazione ha statuito che si configura il reato di dichiarazione fraudolenta per il commercialista che contabilizza, nelle dichiarazioni del cliente, fatture che sapeva essere false in quanto emesse da un’impresa fittizia con sede nel suo studio. Nel caso in esame, al…

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