25 Luglio 2016

È cambiato l’atteggiamento dell’Amministrazione dopo la circolare 16?

di Sergio Pellegrino Scarica in PDF

Sono passati tre mesi dall’emanazione della circolare 16/E con la quale il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dato chiare indicazioni agli uffici sulla necessità di un “cambio di passo” nei rapporti con i contribuenti.

Nel documento di prassi troviamo una serie di affermazioni “rassicuranti”:

“È importante, infatti, che i cittadini percepiscano la correttezza e la proporzionalità dell’azione. Il modo con cui si interagisce con il contribuente è un elemento che incide notevolmente sulla percezione della fondatezza della pretesa; nel corso delle attività i funzionari, oltre al rispetto delle regole, si devono preoccupare anche di porsi nel modo giusto verso l’interlocutore, garantendo attenzione, rispetto e con un approccio chiaro, semplice e privo di preconcetti”

e ancora:

“L’attuazione di tutte queste misure non può, tuttavia, prescindere da un approccio ben lontano dalla mera caccia agli errori dei contribuenti e predisposto alla trasparenza e al dialogo con tutti gli operatori che a vario titolo operano nel campo della fiscalità”.

I concetti espressi e le parole utilizzate dal documento di prassi ci facevano ben sperare in una reale evoluzione da questo punto di vista e nell’editoriale del 2 maggio scorso (“Dalle parole ai fatti”) avevo espresso questo auspicio, non senza qualche timore, credo giustificato, atteso il fatto che da anni si parla della necessità di costruire un rapporto collaborativo tra fisco e contribuenti … e la circostanza che se ne continui a parlare  dimostra che non sono stati fatti significativi passi in avanti da questo punto di vista.

Nel frattempo però, al di là del pasticcio della proroga last minute del versamento delle imposte, sono arrivate in redazione diverse segnalazioni da parte di colleghi che evidenziavano come il comportamento di alcuni uffici non si fosse per nulla adeguato alle indicazioni contenute nella circolare 16/E.

Per capire se si tratta di casi isolati, o se invece l’atteggiamento da parte dell’Amministrazione a livello periferico non sia in effetti cambiato, abbiamo pensato di dedicare il sondaggio di questa settimana proprio a questa tematica.

Naturalmente l’obiettivo non è quello di ricavare un dato scientifico, cosa che naturalmente non può essere, ma è piuttosto quello di “intercettare” le sensazioni di chi, come noi professionisti, opera quotidianamente tra l’incudine degli uffici e il martello dei clienti.

Nel contempo se avete storie da raccontare o suggerimenti su quali interventi dovrebbero essere realizzati per un effettivo progresso nella tutela dei diritti dei contribuenti, attendiamo le vostre mail all’indirizzo redazione@ecnews.it