5 dicembre 2017

Aspetti tecnici dei nuovi ISA

di Giulio Benedetti Scarica in PDF

L’articolo 7-bis del D.L. 193/2016 ha introdotto nel nostro ordinamento gli ISA – Indicatori Sintetici di Affidabilità, che già in relazione all’esercizio 2017 sostituiranno gli studi di settore e i parametri con l’obiettivo di passare da una logica “accertativa” a una “premiale”.

In occasione degli incontri con le associazioni di categoria dei vari settori interessati alla prima applicazione degli ISA, la SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico Spa – e l’Agenzia delle Entrate hanno approfondito gli aspetti tecnici di questi nuovi indicatori, chiarendone il funzionamento.

L’applicazione degli ISA, infatti, determinerà un Indicatore Sintetico di Affidabilità, che avrà valori compresi dall’1 al 10, dove i contribuenti con “voto” superiore ad 8 potranno accedere alle cosiddette “premialità” (consistenti nella riduzione dei periodi accertabili, nell’esenzione dall’apposizione del visto di conformità, eccetera).

Viene quindi completamente rivoluzionato l’approccio rispetto agli studi di settore: i contribuenti non verranno più distinti tra “congrui” e “non congrui”, bensì un soggetto potrà conseguire risultati che si “avvicinano” ai valori di congruità ed ottenere un punteggio (da 1 a 10) a seconda della vicinanza o meno a questi risultati.

Tale Indicatore Sintetico di Affidabilità verrà determinato come media semplice di due grandi categorie di indicatori:

  • Indicatori Elementari di Affidabilità: indicatori che valutano l’attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale tipici per il settore o per il modello organizzativo di riferimento (il loro valore è calcolato su una scala che varia da 1 a 10);
  • Indicatori Elementari di Anomalia: indicatori di grave incongruenza e indicatori riferibili a situazioni di normalità/coerenza del profilo contabile e gestionale che presentano carattere «anomalo» rispetto al settore o al modello organizzativo di riferimento (il loro valore varia da 1 a 5).

In particolare, viene introdotto un nuovo concetto: il Modello Organizzativo di Riferimento (MOB) che, di fatto, va a sostituire il concetto di cluster. Ogni ISA avrà una serie di MOB (Modelli Organizzativi di Riferimento), che per tutti i settori saranno in numero inferiore rispetto ai cluster esistenti nei precedenti studi di settore. Infatti la metodologia di individuazione dei modelli organizzativi consente una tendenziale riduzione del numero, maggiore stabilità nel tempo ed assegnazione più robusta del contribuente al cluster.

Gli indicatori sopra menzionati (quelli di affidabilità e di anomalia), che vanno a determinare l’ISA di ogni contribuente, saranno ovviamente tarati sulla base del MOB di appartenenza di ogni soggetto.

Gli Indicatori Elementari di Affidabilità si esplicitano in stime econometriche sui seguenti indicatori determinati sulla base dei dati contabili inseriti nell’apposito quadro dichiarativo:

  • ricavi per addetto;
  • valore aggiunto per addetto;
  • reddito per addetto;
  • gestione del magazzino:
    • durata delle scorte;
    • decumulo delle scorte;
  • confronto con altre banche dati: corrispondenza delle giornate retribuite con i modelli 770 e CU.

Gli Indicatori Elementari di Anomalia, invece, analizzano 4 grandi categorie:

  • gestione caratteristica data da 15 indicatori, tra i quali i più significativi risultano essere:
    • incidenza dei costi residuali di gestione,
    • costo del venduto negativo,
    • margine operativo lordo negativo;
  • gestione beni strumentali, con 3 indicatori:
    • incidenza degli ammortamenti,
    • incidenza dei beni acquisiti con contratti di locazione finanziaria,
    • assenza del valore dei beni strumentali;
  • redditività, altri 3 indicatori:
    • MOL negativo,
    • reddito operativo negativo,
    • reddito negativo per più di un triennio;
  • gestione extra-caratteristica, gli ultimi 3 indicatori:
    • incidenza degli oneri finanziari netti,
    • incidenza degli oneri straordinari,
    • incidenza degli accantonamenti.

Rispetto agli studi di settore, quindi, la gestione degli indicatori appare molto più strutturata, schematica e trasparente, tanto che gli ISA possono a buon ragione ritenersi un valido strumento di controllo di gestione: l’Agenzia delle Entrate, infatti, ha dichiarato che renderà disponibili in forma assolutamente gratuita in una apposita area del cassetto fiscale di ogni contribuente dei report molto interessanti:

  • un report di audit e benchmark (ex BYO, fino ad oggi disponibile a pagamento);
  • un report economico di settore (con descrizione della struttura e delle dinamiche del settore di riferimento);
  • un report di affidabilità del settore e uno personale del contribuente.

 

Le nuove frontiere dell’accertamento e della riscossione