17 Ottobre 2019

Approvati “salvo intese” il Decreto fiscale e il disegno di Legge di bilancio

di Lucia Recchioni Scarica in PDF

Si è concluso ieri mattina, 16 ottobre, poco prima delle 5 del mattino, il Consiglio dei Ministri che  ha approvato il Decreto fiscale e il disegno di Legge di bilancio “salvo intese”. I due provvedimenti (ancora in via di definizione) compongono la manovra finanziaria e trovano la loro traduzione, sul piano contabile, nel Documento programmatico di bilancio per il 2020, che è stato trasmesso alla Commissione europea.

Le misure si concentrano principalmente intorno a tre principali pilastri: la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori, la lotta all’evasione e la stretta all’uso del contante.

Pare quindi scongiurato il rischio di un aumento delle aliquote Iva, sebbene, come già anticipato nei giorni scorsi, sia definitivamente tramontata la speranza di veder entrare in vigore, nell’anno 2020, la nuova flat-tax per i contribuenti con redditi compresi tra i 65.000 e i 100.000 euro, prevista dalla Legge di bilancio 2019.

Sono state invece nuovamente prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione dell’abitazione.

A queste, già note, misure, se ne affianca una nuova, rappresentata dal “bonus facciate”, grazie alla quale viene riconosciuta una detrazione del 90% per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici.

Numerose novità si concentrano inoltre nel settore della lotta all’evasione, essendo previste, tra l’altro, nuove misure per contrastare le indebite compensazioni.

La manovra di Bilancio estende infatti, tra l’altro, il meccanismo oggi riservato alle compensazioni Iva anche al comparto delle imposte dirette.

Le compensazioni saranno quindi subordinate:

  • alla presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito, per importi del credito superiori a 5.000 euro annui (più precisamente, per procedere alla compensazione sarà necessario attendere il decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione);
  • alla presentazione del modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche per i soggetti non titolari di partita Iva.

Un altro importante capitolo riguarda la lotta al contante e l’incentivo ai pagamenti elettronici.

Soprattutto con riferimento a quest’ultimo punto si introducono nuovi bonus, dal 2021, per le spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili, ai quali si affianca la lotteria con estrazione di premi per coloro che hanno pagato con carta di credito o bancomat. La nuova lotteria dovrebbe sostituire la c.d. “lotteria degli scontrini”, già prevista, sebbene mai decollata.

Se da un lato si favoriscono i consumatori ad utilizzare la moneta elettronica, dall’altro si prevedono  sanzioni per coloro che non accettano pagamenti con carte di credito o bancomat, le quali, però, probabilmente, saranno accompagnate da una riduzione delle commissioni per i negozianti. La nuova sanzione dovrebbe essere fissata in misura pari a 30 euro, ai quali deve inoltre aggiungersi un importo pari al 4% del valore della transazione.

Si prevede anche la reintroduzione del “vecchio” limite previsto per la circolazione del contante, che dovrebbe quindi tornare a 1.000 euro, sebbene nell’arco di tre anni: dal 2020, quindi, la soglia si attesterà a 2.000 euro.

Come già anticipato, il “cuore” della manovra è rappresentato dal taglio al cuneo fiscale, il quale dovrebbe favorire i dipendenti esclusi da c.d. “Bonus Renzi”, in quanto percettori di redditi di importo superiore a 26.600 euro (ma fino a 35.000 euro). Il Bonus Renzi, pur essendo confermato, dovrebbe invece “trasformarsi” in una detrazione fiscale.

Le novità, in realtà, dovrebbero essere, almeno sotto questo punto di vista, molto più numerose rispetto a quelle appena accennate, in quanto, nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri viene espressamente previsto l’avvio di un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro “e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti”.

Nel Documento programmatico di bilancio 2020 viene inoltre annunciata l’introduzione “di una soglia di reddito oltre la quale l’agevolazione Irpef relativa a oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualità; sono fatte salve le detrazioni per spese per interessi passivi sui mutui”.

Sempre nell’ambito delle imposte dirette, giova richiamare, da ultimo, il previsto aumento della cedolare secca sugli affitti a canone concordato, la quale dovrebbe passare dall’attuale misura del 10% al 12,50%.