8 Febbraio 2016

Approvata alla Camera la legge sul dopo di noi

di Sergio Pellegrino Scarica in PDF

Giovedì scorso la Camera dei Deputati ha approvato la legge sul dopo di noi, che adesso passa al Senato con la prospettiva di essere licenziata definitivamente entro Pasqua.

Il testo è stato approvato in prima lettura con 374 sì, 75 no (contrario il solo Movimento Cinque Stelle) e 11 astenuti.

Abbiamo dedicato altri editoriali a questo provvedimento, che attuando i principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, rappresenta un importante passo in avanti nell’affrontare una problematica drammatica che riguarda un numero rilevante di famiglie italiane.

In base ai dati elaborati dall’Istat in relazione all’anno 2014, infatti, ci sono in Italia circa 3,2 milioni persone disabili, di cui 2,1 milioni considerate gravi, sulla base dei parametri fissati dalla legge 104/1992: circa 630 mila vivono già da sole senza genitori.

Il provvedimento riguarda in particolare i disabili gravi con disturbi cognitivi e ha l’obiettivo di promuovere l’inserimento delle persone in istituti o residenze socio-sanitarie.

Il fulcro dell’intervento legislativo è l’istituzione di un fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave e disabili prive del sostegno familiare, al quale sarà possibile accedere in presenza di alcuni requisiti.

Il fondo sarà alimentato nel primo triennio con risorse statali pari a 240 milioni di euro, con 90 milioni già stanziati nella Legge di Stabilità 2016, e potrà essere incrementato con interventi di Regioni, enti locali, organismi del terzo settore e privati.

Le risorse disponibili verranno utilizzate per realizzare programmi ed interventi innovativi di residenzialità diretti alla creazione di alloggi, come ad esempio “case famiglia” per disabili, con l’intento di sviluppare programmi per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile ai disabili senza assistenza.

I criteri di ingresso saranno definiti da un decreto del Ministero del Lavoro, che deve essere emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. 

Toccherà alle Regioni stabilire i criteri per l’erogazione dei finanziamenti, la verifica delle attività svolte e gli eventuali provvedimenti di revoca dei finanziamenti.

La legge contempla tutta una serie di agevolazioni fiscali a favore dei trust istituti avendo come finalità esclusiva la cura e l’assistenza della persona disabile, a partire dall’esenzione dall’applicazione dell’imposta di successione sui trasferimenti di beni e di diritti con i quali è alimentato il fondo in trust.

Un altro intervento di natura fiscale, e che ha fatto molto discutere a livello politico, è l’incremento della detrazione per le polizze assicurative finalizzate alla tutela dei disabili: in dichiarazione dei redditi sale da 530 a 750 euro la detraibilità dei premi per assicurazioni versati per rischi di morte. 

Non sono mancate comunque le critiche al provvedimento.

Al di là di quella, tutta politica, di rappresentare un “regalo” alle compagnie di assicurazione, le associazioni che operano nel settore hanno lamentato soprattutto la mancanza di misure sufficienti per attivare percorsi di de-istituzionalizzazione e assicurare la permanenza delle persone con disabilità grave nel proprio contesto ambientale.

Una legge quindi magari perfettibile, ma comunque finalmente dimostrazione di senso civico e consapevolezza del problemae in un Paese “distratto” come il nostro non è cosa da poco.