4 Aprile 2019

Affrancamento riserva di rivalutazione: pro e contro

di Sandro Cerato Scarica in PDF

L’affrancamento della riserva di rivalutazione può avere conveniente se i beni rivalutati non sono alienati prima dell’effetto fiscale della rivalutazione, altrimenti la riserva si libera per effetto dell’alienazione anticipata dei beni stessi.

È questo uno degli aspetti che le imprese devono valutare in relazione all’opportunità di procedere alla rivalutazione dei beni d’impresa nel bilancio 2018, così come previsto dall’articolo 1, commi 940 e seguenti, L. 145/2018.

Preliminarmente si ricorda che la rivalutazione proposta dal legislatore della Legge di Bilancio 2019 ricalca in buona sostanza quanto già previsto nelle ultime leggi di rivalutazione.

Le caratteristiche principali della rivalutazione in esame sono le seguenti:

  • i beni oggetto di rivalutazione sono tutti i beni materiali ed immateriali, con esclusione dei beni-merce, e le partecipazioni in società controllate e collegate iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie;
  • i beni devono essere iscritti già nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2017, e la rivalutazione avviene nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2018;
  • la rivalutazione deve avvenire per categorie omogenee di beni;
  • è previsto il pagamento di un’imposta sostitutiva del 16% sul valore rivalutato dei beni ammortizzabili e del 12% sul maggior valore dei beni non ammortizzabili (terreni e partecipazioni);
  • la rivalutazione ha effetto fiscale differito al 2021 per la deduzione degli ammortamenti ed al 1° gennaio 2022 per la plusvalenza/minusvalenza derivante dalla cessione.

Il maggior valore attribuito ai beni rivalutabili deve essere iscritto in una riserva in sospensione d’imposta che può essere oggetto di affrancamento previo pagamento di un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%. L’opportunità di procedere all’affrancamento della riserva deve essere valutata con attenzione, poiché gli effetti sono differenti in relazione al soggetto che esegue l’affrancamento stesso.

In particolare, per le società di capitali l’affrancamento libera la riserva solo in capo alla società, mentre per i soci l’eventuale distribuzione è tassata come dividendo anche se la riserva è affrancata; diversamente per le società di persone l’affrancamento ha effetti direttamente in capo ai soci (per trasparenza) con conseguente incremento del costo fiscale della partecipazione e successiva riduzione dello stesso all’atto della distribuzione (circolare AdE 33/E/2005).

Nel valutare l’affrancamento è necessario tuttavia tener conto della circostanza che, se i beni oggetto di rivalutazione sono alienati prima dell’effetto fiscale (quindi prima del 1° gennaio 2022), poiché la società paga le imposte sulla plusvalenza tenendo conto del costo prima della rivalutazione, si determina una corrispondente liberazione della riserva di rivalutazione iscritta.

In altre parole, in tal modo la riserva si libera “forzatamente” in quanto gli effetti fiscali della rivalutazione non hanno ancora avuto efficacia.

Ora, tenendo conto che il termine per l’affrancamento è stretto (l’imposta deve essere infatti versata entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi per il periodo d’imposta 2018) è quindi opportuno che le imprese siano consapevoli che la rivalutazione ed il contestuale affrancamento della riserva richiede necessariamente di mantenere in bilancio i beni rivalutati fino al 1° gennaio 2022, data a partire dalla quale il maggior valore è riconosciuto anche fiscalmente.

In caso contrario, al “danno” (pagamento del 10% di imposta sostitutiva per l’affrancamento) si aggiunge la “beffa” (la riserva si sarebbe comunque liberata, almeno per l’importo corrispondente ai beni rivalutati e ceduti, all’atto della vendita dei beni prima del 1° gennaio 2022).

Si ricorda, infine, che la rivalutazione impatta nel bilancio del 2018 solamente dal punto di vista patrimoniale (per l’iscrizione della riserva) e non anche economico in quanto gli ammortamenti sono imputati prima dell’iscrizione del maggior valore dei beni oggetto di rivalutazione.

La revisione delle micro imprese alla luce del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza