17 Giugno 2022

Adempimenti In Diretta: la top 10 dei quesiti della puntata del 14 giugno

di Laura Mazzola Scarica in PDF

Il trentaquattresimo appuntamento di Adempimenti In Diretta è iniziato, come di consueto, con la sessione “aggiornamento”, nell’ambito della quale sono state richiamate le novità relative alla normativa, alla prassi e alla giurisprudenza dell’ultima settimana.

La sessione “caso operativo” è stata poi dedicata alla dichiarazione integrativa, mentre nell’ambito della sessione “scadenziario”, dopo aver ricordato le scadenze della settimana, è stato riservato un focus sulla determinazione del saldo e dell’acconto Inps.

Infine, nella sessione “adempimenti in pratica” sono state esaminate le utility per la gestione delle dichiarazioni integrative con TS Studio.

Sono arrivati svariati quesiti; ne ho selezionati dieci, ritenuti più interessanti, da pubblicare oggi nella top 10 con le relative risposte.

Sul podio ci sono:

3. TERMINI ISCRIZIONE ALL’INPS

2. OMESSA DICHIARAZIONE: NO INTEGRATIVA

1. DICHIARAZIONE INTEGRATIVA: NO MODIFICA DI SCELTA

 

# 10

Imu: decesso del proprietario


Chi paga l’Imu un caso di decesso? Supponiamo che Tizio sia deceduto il 10 giugno, come è possibile effettuare il versamento?

A.G.


Il soggetto passivo Imu, ai sensi dell’articolo unico, comma 743, L. 160/2019, è il possessore dell’immobile, ossia il titolare della proprietà o di altro diritto reale di godimento.

Il decesso del proprietario dell’immobile comporta il passaggio della soggettività passiva Imu in capo agli eredi.

In particolare, gli eredi devono versare il tributo:

  • in nome del defunto, fino alla data del decesso, compilando i campi collegati all’interno del modello F24;
  • in nome proprio, se accettano l’eredità, dalla data di apertura della successione, ossia dalla data del decesso.

Nella fattispecie, l’erede (o gli eredi) di Tizio devono versare l’Imu:

  • in nome di Tizio per il periodo di possesso (da gennaio a maggio);
  • in nome proprio, se accetta/accettano l’eredità, per i restanti sette mesi (da giugno a dicembre), computando per intero il mese di giugno perché il possesso in capo a Tizio non si è protratto per più di 15 giorni.

 

# 9

Imu: valore venale


Come è possibile calcolare la base imponibile Imu di un terreno edificabile?

D.F.


Per le aree fabbricabili, ai sensi dell’articolo 1, comma 746, L. 160/2019, la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, o a far data dall’adozione degli strumenti urbanistici, tenendo conto dei seguenti elementi:

  • zona territoriale di ubicazione;
  • indice di edificabilità;
  • destinazione d’uso consentita;
  • oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione;
  • prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

I Comuni, con proprio regolamento, possono determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine della limitazione del potere di accertamento qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato.

 

# 8

Versamento tardivo Imu


Nell’ipotesi di versamento tardivo dell’Imu, è possibile procedere con il ravvedimento operoso. Se sì, quali sono i codici tributo da utilizzare?

S. SNC


La risposta è positiva.

L’Imu può essere versata tardivamente applicando l’istituto del ravvedimento operoso.

In particolare, devono essere versati, unitamente all’imposta dovuta, gli interessi, al tasso di legale per ogni giorno di ritardo, e la sanzione.

In tale ipotesi occorre barrare la casella “Ravv.”.

 

# 7

Modello 730: rettifica sostituto di imposta


Ho inviato il 730/2022 per un cliente non sapendo che il sostituto di imposta è variato. Come posso correggere tale riquadro?

R.C.


Nella fattispecie descritta nel quesito è possibile inviare un modello 730 integrativo di tipo 2.

Se, oltre ad aggiornare i dati del sostituto di imposta, occorre completare o correggere la dichiarazione, bisogna provvedere all’invio di un modello “Redditi aggiuntivo/correttivo” oppure un “Redditi integrativo”.

 

# 6

Determinazione acconti Inps professionisti


Nel versamento dell’acconti G.S. INPS 2022 di un professionista “senza cassa” si versa all’Istituto, in due tranches, l’80% del contributo dovuto nel 2021 oppure l’80% del contributo calcolato sul reddito 2021 ma con aliquota contributiva 2022?

C.C.


La modalità di determinazione corretta è la seconda.

In particolare, l’acconto Inps – gestione separata, con applicazione del metodo storico, è determinato calcolando l’80% del contributo dovuto sui redditi prodotti e dichiarati nel modello Redditi 2022, ricavabili:

  • per la generalità dei lavoratori autonomi, nel quadro RE (reddito da lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni) al rigo RE25;
  • in riferimento al reddito di partecipazione in società di persone ed assimilate, nel quadro RH al rigo RH17/RH18 col.1;
  • per i soggetti che hanno adottato il regime dell’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, nel quadro LM – righi LM6-LM9 col. 3 della sezione I;
  • per i contribuenti che hanno adottato il regime forfetario di cui all’articolo 1, commi 54-89, della L. 190/2014, nel quadro LM – righi LM34 col. 2 – LM37 col. 2 della sezione II.

 

# 5

Inps: decadenza agevolazione


Nell’ipotesi di fuoriuscita dal regime forfetario, l’agevolazione contributiva decade o può proseguire?

E.T.


Il presupposto per applicare l’agevolazione contributiva è la fruizione del regime agevolato ai fini reddituali.

Quindi, nell’ipotesi in cui detto regime cessi, sia volontariamente, a seguito di esercizio dell’opzione per il regime ordinario, oppure involontariamente, per la perdita del requisito d’accesso o la verifica di una delle cause ostative, anche l’agevolazione contributiva viene meno.

Questo a partire dall’anno successivo a quello in cui si verifica l’evento (opzione o fuoriuscita).

Qualora il regime cessi per effetto dell’accertamento, da parte dell’Agenzia delle entrate, della sua illegittima fruizione, l’agevolazione contributiva viene meno retroattivamente, a partire dall’anno per il quale è stata accertata l’assenza dei presupposti per il regime forfetario.

 

# 4

Contributi Inps: no riduzione per professionista


È possibile richiedere la riduzione dei contributi Inps al 35% per un professionista?

I.G.


La risposta è negativa.

Per aderire al regime previdenziale con l’aliquota agevolata al 35%, richiedendo quindi la riduzione contributi Inps, occorre rispettare determinati requisiti.

Nello specifico, i titolari di partita Iva devono:

  • svolgere attività d’impresa;
  • avere l’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps artigiani e commercianti.

Questo significa che i titolari di partita Iva agevolata che non hanno l’obbligo di iscrizione in Camera di Commercio e/o a una Cassa Professionale e che, invece, sono vincolati all’iscrizione alla gestione separata Inps professionisti senza cassa, non possono richiedere la riduzione.

 

# 3

Termini iscrizione all’Inps


Dal momento di apertura della partita Iva, quali sono i termini per iscriversi all’Inps?

I.C.


Il termine per l’iscrizione all’Inps è di 30 giorni dal momento di apertura della partita Iva, o dal momento in cui inizia l’attività lavorativa per cui è obbligatoria l’iscrizione.

Per i lavoratori autonomi, considerando che i primi contributi verranno versati soltanto al momento della prima dichiarazione dei redditi utile (dichiarazione ove il professionista indica un reddito imponibile positivo), è plausibile che l’iscrizione possa avvenire, senza alcuna sanzione, anche entro questa data.

Tuttavia, l’Inps procede anche in automatico all’iscrizione qualora rilevi contributi previdenziali versati dal contribuente.

 

# 2

Omessa dichiarazione: no integrativa


Può essere spedita la dichiarazione integrativa in caso di omissione della dichiarazione originaria?

A.C.


La risposta è negativa.

In assenza di una dichiarazione validamente presentata non è possibile presentare una dichiarazione integrativa; infatti, mancherebbe l’oggetto dell’integrazione.

Si rammenta che è omessa la dichiarazione non presentata entro 90 giorni dal termine previsto per Legge.

 

# 1

Dichiarazione integrativa: no modifica di scelta


Può essere spedita una dichiarazione integrativa per modificare una scelta precedentemente operata?

I.C.


La risposta è negativa.

Infatti, con la dichiarazione integrativa, è possibile solo rimuovere gli “errori”.

La prassi e la giurisprudenza concordano nel ritenere che nel concetto di errore non rientri la scelta del contribuente di applicare due regimi fiscali differenti offerti dal legislatore, con la conseguenza che le “opzioni” esercitate dal contribuente in dichiarazione non sono modificabili mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa.

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