12 agosto 2017

Patent Box e BEPS: il (dis)allineamento italiano rispetto all’Action 5

di Claudio Melillo Scarica in PDF

In data 11 aprile 2017, il Consiglio dei Ministri ha disposto, tra le misure per lo sviluppo economico, l’allineamento dell’Italia alle linee guida OCSE contenute nell’Action Plan n. 5 del progetto BEPS, avente ad oggetto disposizioni in materia di regimi preferenziali di tassazione delle proprietà intellettuali. Il fulcro principale dell’allineamento è il regime del Patent Box, introdotto nel nostro Paese per mezzo della legge di Stabilità del 2015. È importante rilevare che la Francia e l’Italia erano gli unici due Paesi che non si erano ancora adeguati rispetto alle indicazioni dell’OCSE, mentre tutti gli altri Paesi UE avevano già modificato i loro regimi redendoli uniformi con quanto prescritto dall’Action Plan n. 5.

La normativa italiana oggi

Alla luce di quanto premesso, appare evidente, quindi, che le linee guida dell’OCSE, con riguardo all’ambito di applicazione dell’agevolazione per i beni immateriali, sono molto più restrittive rispetto alla nostra normativa. L’Action Plan n. 5 considera la macro categoria dei marketing intangibles (tra cui rientra senz’altro il concetto di marchio commerciale precedentemente utilizzato dal legislatore nazionale) e il Know-how, concetti entrambi non compatibili con il progetto BEPS poiché si ritiene abbiano un effetto distorsivo della concorrenza nel mercato comune europeo e consentirebbero di rafforzare la posizione di alcune imprese rispetto ad altre in determinate attività economiche. Il Patent Box italiano abbracciava inizialmente un ambito di operatività decisamente più ampio, comprendendo altresì i marchi di impresa, inclusi in essi anche quelli collettivi, e il know-how aziendale nella sua accezione più estesa. All’interno del progetto BEPS, l’OCSE aveva raccomandato e invitato i Paesi membri a escludere dai propri regimi agevolativi, sia i marchi che il Know-how, garantendo mediante una clausola ad hoc di consentire l’applicazione dei relativi regimi, fino al 2021, a chi abbia esercitato l’opzione entro fine giugno 2016. Non sarebbe, infatti, più consentito l’ingresso ai regimi agevolati di beni quali marchi e Know-how a partire dal 30 giugno 2016. Nell’ordinamento nazionale, il legislatore è intervenuto introducendo l’articolo 56, comma 1, lett. a), del D.L. 50/2017, che prevede importanti modifiche normative che hanno condotto a un, seppur parziale, riallineamento della normativa Patent Box alle raccomandazioni OCSE. Il marchio è stato, infatti, espunto dall’alveo dei beni immateriali oggetto di Patent Box italiano.

Il disallineamento parziale dell’Italia

Mantenendo l’agevolazione a favore di un uso illimitato del Know-how, l’attuale normativa italiana non appare totalmente coerente con le raccomandazioni OCSE. Alla luce del recente parziale allineamento della normativa nazionale a quella OCSE in materia di marchi e, davanti al silenzio dell’Italia in merito alle indicazioni in tema di Know-how oggetto di BEPS, ci si domanda perché l’Italia, in occasione dell’esclusione dei marchi dall’agevolazione per mezzo del D.L. 50/2017, non abbia provveduto a uniformare anche la materia del Know-how e, ancor più, ci si chiede se quest’ultimo potrà essere mai oggetto di recepimento da parte del nostro Paese.

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