FISCALITÀ INTERNAZIONALE

La rilevanza del controllo congiunto ai fini della CFC rule

Qualora un soggetto residente in Italia detenga, direttamente o indirettamente, il controllo di una società residente o localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, i redditi conseguiti dal soggetto estero sono tassati per trasparenza in capo al soggetto controllante residente in Italia. La CFC legislation (Controlled Foreign Companies) è infatti una norma posta…

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La rilevanza tributaria dei finanziamenti infruttiferi ai fini del TP

La sentenza n. 7493 del 15 aprile 2016 della Corte di Cassazione costituisce un interessante spunto di riflessione utile ad alimentare il dibattito circa la rilevanza, ai fini del transfer pricing, delle operazioni di finanziamento infruttifero poste in essere tra imprese appartenenti allo stesso Gruppo. Tale arresto giurisprudenziale si pone in contrasto con il diverso…

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Affitto e bollette aiutano a dimostrare la residenza estera

La Cassazione con una recente sentenza (n. 5388 depositata il 3 marzo 2017) è tornata ad occuparsi del tema della prova contraria che il contribuente deve fornire rispetto alla contestazione di fittizia residenza all’estero mossa dall’Amministrazione finanziaria. Nel caso di specie i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso proposto dal contribuente, rinviando alla CTR…

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Ritenute sugli interessi esteri al netto dei costi?

La sentenza della Corte di Giustizia UE del 13 luglio 2016, Causa C-18/15, può obiettivamente aprire scenari nuovi e complessi per quanto concerne l’imposizione dei redditi maturati da soggetti esteri in altri Stati della UE e assoggettati, al momento del loro pagamento, all’applicazione da parte dello Stato della fonte di ritenute in uscita secondo l’ordinamento…

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Il domicilio nell’individuazione della residenza del soggetto black list

A livello domestico l’articolo 2, comma 2, del Tuir prevede che: “ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile”. Quindi la…

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I profili penali tributari della stabile organizzazione occulta

La stabile organizzazione viene definita come una sede fissa di affari tramite la quale un’impresa non residente esercita un’attività economica sul territorio dello Stato, ponendo in essere atti rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto. Ai fini Iva, l’articolo 11 del Regolamento UE 282/2011 del 15 marzo 2011 definisce la…

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La controversa questione della residenza fiscale delle società

Come abbiamo già avuto modo di commentare in precedenti contributi, il recente documento di Assonime della collana Note e Studi n. 17/2016 evidenzia come nella pratica si osservino talvolta fenomeni accertativi nei confronti di entità estere che svolgono parte della loro attività nel territorio italiano, sulla base di presunti indizi che, a parere dei verificatori,…

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Compensi per la distribuzione di programmi informatici senza ritenuta

Il trattamento fiscale dei diritti di sfruttamento dei beni immateriali, derivanti dai compensi corrisposti da parte di un’impresa italiana nei confronti di un soggetto non residente per l’utilizzazione delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi d’impresa, di processi, formule ed informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, è disciplinato dalle…

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Esterovestizione solo in presenza di strutture artificiose estere

L’ordinamento nazionale (articolo 73 del Tuir) contiene i criteri, alternativi tra di loro, che consentono di riqualificare in Italia la residenza fiscale di un soggetto non residente che ha stabilito la propria sede legale ed amministrativa all’estero. Nello specifico, le società, gli enti ed i trust sono considerati fiscalmente residenti in Italia, quando per la…

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Individuazione del paradiso fiscale: nuovi criteri anche per il passato

La legge di Stabilità 2016, con efficacia dal 1 gennaio 2016, ha introdotto radicali modifiche alla normativa CFC ed al regime di tassazione integrale dei dividendi paradisiaci. Nello specifico, sono cambiate le modalità di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata (articolo 167, comma 4, del Tuir) in quanto oggi non occorre fare riferimento, come accadeva…

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