FISCALITÀ INTERNAZIONALE

Individuazione del paradiso fiscale: nuovi criteri anche per il passato

La legge di Stabilità 2016, con efficacia dal 1 gennaio 2016, ha introdotto radicali modifiche alla normativa CFC ed al regime di tassazione integrale dei dividendi paradisiaci. Nello specifico, sono cambiate le modalità di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata (articolo 167, comma 4, del Tuir) in quanto oggi non occorre fare riferimento, come accadeva…

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Le procedure amichevoli per evitare la doppia imposizione economica

Come noto ogni singolo Paese mantiene la sua sovranità impositiva in base al principio della “tassazione su base mondiale” (c.d. worlwide taxation principle) che opera nei confronti dei contribuenti residenti in un determinato Stato e del principio della “tassazione territoriale” (denominato “principle of source”), che si applica nei confronti dei non residenti. Nella prassi operativa,…

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Prova rafforzata per le CFC passive income

Come noto, con il decreto crescita e internazionalizzazione delle imprese (D.Lgs. 147/2015), in vigore dal 7 ottobre 2015, il legislatore ha reso facoltativa la presentazione dell’interpello che consente di disapplicare la disciplina CFC, mantenendo l’obbligo di indicare in dichiarazione i redditi conseguiti dalle imprese estere controllate, ai fini di un completo monitoraggio da parte del…

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La predisposizione del set documentale TP evita le sanzioni penali

Uno dei maggiori problemi delle imprese ad ampio respiro internazionale, riguarda la corretta determinazione dei prezzi di trasferimento infragruppo. Infatti l’Amministrazione finanziaria, nell’ambito dei suoi ordinari poteri, può sindacare la congruità dei valori praticati nello scambio di beni e servizi tra imprese appartenenti allo stesso gruppo multinazionale, in linea con le disposizioni fiscali contenute nell’articolo…

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Dividendi CFC ante 2015: tax credit o tassazione al 5%

La risposta fornita in VI Commissione Finanze alla Camera, a seguito di interrogazione presentata dagli Onorevoli Barbanti e Pelillo (atto camera 5/10317), rende ancora più evidente l’attuale, e per certi versi ingiusto, sistema di tassazione dei dividendi formati con utili pregressi al 2015, percepiti da società residenti in Italia e distribuiti da proprie controllate, per…

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Rebus autoliquidazione nella voluntary-bis

Una delle novità più rilevanti nell’ambito della nuova “finestra” della voluntary, come noto, è rappresentata dalla possibilità dell’autoliquidazione degli importi dovuti da parte del contribuente, senza attendere gli atti dell’Agenzia delle Entrate. Così facendo viene, in linea di principio, assicurato il trattamento sanzionatorio più mite ai sensi dell’articolo 5-octies, comma 1, lett. e), D.L. 167/1990…

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La branch exemption alla prova del modello Redditi 2017

Il D.Lgs. 147/2015, noto come decreto crescita ed internazionalizzazione delle imprese, ha introdotto nel nostro ordinamento tributario il regime opzionale denominato “branch exemption”. Per espressa disposizione normativa, ai sensi dell’articolo 168-ter del Tuir, un’impresa residente nel territorio dello Stato può optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni…

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Il metodo CUP richiede perfetta comparabilità del prodotto

La valutazione della congruità dei prezzi di trasferimento, nota come normativa sul transfer price, costituisce notoriamente un tema di grande complessità con conseguenti difficoltà oggettive nell’applicazione della disciplina, sia da parte dell’Amministrazione finanziaria che del contribuente. Infatti, per stessa ammissione dell’Ocse, il transfer pricing non è una scienza esatta, ma richiede un attento giudizio sia…

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Controllo contrattuale e profili applicativi nel transfer price

La normativa sostanziale di riferimento in tema di prezzi di trasferimento è contenuta nell’articolo 110, comma 7, Tuir, a mente del quale i componenti del reddito derivanti da operazioni intercorse con società non residenti nel territorio dello Stato che, direttamente o indirettamente, controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla…

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Il mero centro logistico in Italia non fa “stabile organizzazione”

Un centro di immagazzinamento e distribuzione di beni costituito in Italia da parte di un’impresa non residente, che si limiti a svolgere mere attività di “deposito, di esposizione o di consegna di merci” non costituisce ai fini dell’articolo 162 del Tuir – e, avuto riguardo anche alla disciplina convenzionale applicabile al caso di specie –…

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